Perché Renzi piace al centrodestra? - Blogger a confronto
La candidatura di Matteo Renzi alle primarie del Pd ha spostato parte del dibattito politico sul sindaco di Firenze. Può rappresentare qualcosa di nuovo nel panorama italiano? Che piaccia a destra è soltanto un luogo comune o davvero le sue idee sono in grado di colpire e convincere un'elettore moderato di centrodestra? O c'è qualcosa di più? Perché, come si dice, un elettore di centrodestra potrebbe andare a votare per lui alle primarie e – eventualmente – pensare di votarlo anche alle politiche? Abbiamo girato queste domande a un po' di blogger di area liberale/centrodestra. Ecco che cosa ci hanno risposto. Leggi Chi scende in camper di Claudio Cerasa - Leggi La prima di Renzi al teatro di Verona di Claudio Cerasa
7 AGO 20

La candidatura di Matteo Renzi alle primarie del Pd ha spostato parte del dibattito politico sul sindaco di Firenze. Può rappresentare qualcosa di nuovo nel panorama italiano? Che piaccia a destra è soltanto un luogo comune o davvero le sue idee sono in grado di colpire e convincere un'elettore moderato di centrodestra? O c'è qualcosa di più? Perché, come si dice, un elettore di centrodestra potrebbe andare a votare per lui alle primarie e – eventualmente – pensare di votarlo anche alle politiche?
Abbiamo girato queste domande a un po' di blogger di area liberale/centrodestra. Ecco che cosa ci hanno risposto.
Era Jean Baudrillard a sostenere che il Paese più americano del mondo non sono gli USA, ma l’Italia, nazione che funge da laboratorio politico planetario. Ma se l’Italia fosse davvero un’anticipazione degli Stati Uniti allora James Surowiecki, editorialista di tendenza liberal del New Yorker, del New York Times e del Wall Street journal, dovrebbe suicidarsi. Il suo libro di successo "La Saggezza della folla" si basa sulla tesi che le masse hanno sempre ragione nell’intuire la risposta giusta, dal pubblico di Chi vuol essere milionario al marketing. [continua a leggere]
di Paolo Della Sala
Per lo meno non è Pippo Civati, che a guardarlo bene pare di averlo visto già da qualche parte, con quell'aria così veltroniana e la divisa d'ordinanza - jeans, maglioncino, camicia e giacca che poi è anche ciò che spesso indossa Jeremy Clarkson, conduttore televisivo britannico esperto di motori e se a sinistra conoscessero le sue battute politicamente scorrette fino alla cattiveria, si rifarebbero il guardaroba. [continua a leggere]
di Dario Mazzocchi - The Right Nation
E' presto per dire se e quanto Matteo Renzi riuscirà a svecchiare la politica italiana almeno nel suo campo, il centrosinistra. Diciamo che i timidi precedenti inducono a propendere per un certo pessimismo. Esiste un'alta probabilità che il Pd sia semplicemente irriformabile. Si è dimostrato un abile comunicatore, si è dato il profilo del rottamatore, ed era relativamente facile considerando il panorama di cariatidi che ha intorno, ma ora di fronte a lui c'è la sfida più difficile. [continua a leggere]
di Federico Punzi - JimMomo
In generale, il clima da perenne guerra civile che ha caratterizzato l'ultimo ventennio di vita politica italiana ha fatto sì che non vi fossero personaggi politici, quantomeno tra quelli di primissimo piano, capaci di esercitare un vero e proprio appeal tra gli elettori dell'avverso schieramento. Già da questo punto di vista, Matteo Renzi rappresenta un elemento di novità, se è vero che non pochi elettori di centrodestra (specie tra quelli pentiti, al punto da considerarsi ormai “ex”) guardano con un certo favore al Sindaco di Firenze. [continua a leggere]
di Alessio Di Carlo - Giustizia Giusta
Che Matteo Renzi sia una ventata di novità nel panorama politico italiano, almeno nelle apparenze, è un’affermazione difficile da smentire. Basta infatti fare un salto nel suo sito internet per trovarsi di fronte una grafica e dei contenuti che non sfigurerebbero in una campagna per le primarie statunitensi. D’altronde che il sindaco di Firenze si ispiri a Obama e al partito Democratico d’oltreoceano non è una novità. È pur vero che ci provò anche Veltroni a sfruttare l’immagine del senatore dell’Illinois, con i risultati che tutti ricordiamo, ma per Renzi la storia sembra diversa. [continua a leggere]
di Filippo Nardelli - The Right Nation
Se Matteo Renzi è il buco con la menta intorno, come dicono i detrattori, gli anti-Renzi contengono più buco e meno menta. Il sindaco di Firenze parte infatti con almeno tre vantaggi competitivi. Il primo è che ha preparato un programma: sarà vago, sarà ambiguo, ma esprime se non altro un approccio coerente tra le varie aree di cui si interessa. Secondariamente, Renzi si propone come rottamatore non solo dei suoi avversari interni ed esterni (anche) ma soprattutto di un "modo di far politica". [continua a leggere]
di Carlo Stagnaro - Chicago-blog
Se evitate di guardare il dito (le primarie del centrosinistra) e vi concentrate sulla Luna (la politica post 2013) potete capire con facilità dove vuole andare a parare Matteo Renzi. Il Pd e la conta interna sono solo un mezzo, non il fine, con cui il sindaco di Firenze punta ad una leadership molto più ampia, forse la prima autenticamente post-partisan del nostro paese. Sa in partenza di avere poche residue possibilità di vincere la sfida delle primarie. [continua a leggere]
di Simone Bressan e Andrea Mancia - The Right Nation
Nel Pd esiste Matteo Renzi perché esistono le primarie. La questione, che molti osservatori tendono a ribaltare, va posta in questi termini. Le consultazioni dei simpatizzanti Democratici hanno seguito spesso regolamenti goffi e arzigogolati, hanno prestato il fianco ad impicci e imbrogli come a Napoli, in molti casi si sono rivelate un boomerang per il Pd, come insegna – ultimo fra tanti – il caso di Genova. [continua a leggere]
di Pietro Salvatori - Tuttecose
Leggi Chi scende in camper di Claudio Cerasa - Leggi La prima di Renzi al teatro di Verona di Claudio Cerasa